Un quinto del cibo che mangiamo è coltivato in città


 

 

La scomparsa della frontiera agricola e la rapida crescita della popolazione urbana mondiale pongono nuove sfide ai sistemi di approvvigionamento alimentari delle città.  Tra le risposte vi è il diffondersi dell’agricoltura urbana, che permette di produrre ortaggi, verdure (particolarmente adatti perché hanno un ciclo di produzione breve) frutta, erbe aromatiche, cereali e di allevare animali di piccola taglia in cortili, orti, balconi, tetti e negli angoli più impensati delle metropoli mondiali.

I prodotti vengono generalmente consumati direttamente dai coltivatori e il surplus commerciato nelle strade e nei mercati locali a prezzi competitivi grazie ai ridotti costi di trasporto, refrigerazione, confezionamento e stoccaggio. In questo modo anche le fasce di popolazione a basso reddito possono avere accesso a prodotti freschi e di stagione.

L’agricoltura urbana riveste un’importanza fondamentale per la sicurezza alimentare delle famiglie, soprattutto nei momenti di crisi. Fornisce cibo fresco alle città, crea occupazione, ricicla rifiuti urbani, crea cinture verdi e rafforza la resilienza delle città al cambiamento climatico.

Gli orti urbani possono risultare fino a 15 volte più produttivi delle coltivazioni rurali: pensate che un'area di appena un metro quadrato può fornire 20 kg di cibo all'anno.

Fonte: FAO

Pubblicato il21 maggio 2015